Sci e montagna, parla Luigi Faccia

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LUIGI FACCIA

L’AQUILA – di Vanni Biordi – Oggi parliamo di sci e lo facciamo con Luigi Faccia. Gli abbiamo rivolto un paio di domande per conoscere meglio la sua passione.

Da quanto sei istruttore di sci?

Sono Maestro di sci dal 1981. Allenatore Federale dal 1991. Allenatore di IV livello Europeo (Massimo grado nella Classificazione dei Tecnici Sportivi in Europa) dal 2004.


La tua è un’attività che richiede molto allenamento? 

Sicuramente occorre una base fisico-atletica buona. Quindi allenarsi costantemente anche in maniera non specifica è necessario.

Lo sci a che tipologia di persona è indirizzato?

Lo sci può essere praticato da tutti ed in tutte le età, con i giusti modi e le giuste dosi.   

Con lo sci puoi scoprire molti posti, qual è il più bello che ti ricordi?

Avendo collaborato con la Federazione Italiana, lo sci mi ha permesso di girare molto in Italia ed in Europa. Ho potuto vedere da vicino molte stazioni sulle Alpi sia del versante italiano che estero.    Di posti belli ne ricordo molti ma quello che ho nel cuore e dove sogno di poter un giorno andarci a vivere è Tarvisio. La gente e le montagne friulane sono molto simili al mio Gran Sasso e poi avere la Slovenia con Kranjska Gora e Villach in Carinzia a 10 minuti di macchina mi affascina.

La montagna è un luogo da non sottovalutare, che raccomandazioni dai ad una persona che vuole sciare fuoripista?

La montagna come tutti gli ambienti naturali vanno rispettati. Chi affronta questi territori di avventura lo deve fare con la massima preparazione, sia fisica che tecnica, non trascurando una indubbia dote che si chiama buonsenso. In parole povere bisogna affrontare questo tipo di avventura rapportando il tutto alle proprie capacità fisiche e tecniche, portando sempre con se Pala, Artva e Sonda.


Cosa deve fare la politica per lo sviluppo delle nostre montagne?

Meno politica e più fatti. Chi fa politica deve creare le premesse affinché la macchina parta, poi deve togliersi da torno. Noi da queste premesse siamo lontanissimi, figurarsi per il resto