Scuola, si pensa a obbligo da 3 a 18 anni

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L’AQUILA – Innalzare l’obbligo scolastico, portandolo da 3 a 18 anni, mentre attualmente l’istruzione è obbligatoria dai 6 ai 16 anni d’età. La proposta, a quanto apprende l’Adnkronos, è stata avanzata al tavolo di Palazzo Chigi presieduto dal premier Giuseppe Conte da Liberi e uguali e avrebbe trovato delle aperture. O meglio, al riguardo “non ci sono chiusure nette”, spiegano alcune fonti presenti alla riunione. Portare a 3 anni l’asticella vuol dire rendere obbligatoria anche la scuola materna, che attualmente non lo è.

Allo stesso tempo si è posto l’accento sul contrasto alla dispersione scolastica. Perché si può anche aumentare l’obbligo – il ragionamento emerso – me se poi, soprattutto al Sud, i ragazzi non vanno a scuola a poco serve aumentare la ‘forbice’.

Massima attenzione, viene inoltre riferito da alcune fonti, al tema dei docenti di sostegno, all’edilizia scolastica, al rafforzamento degli Istituti tecnici superiori e più in generale il potenziamento del sistema scolastico e della Formazione. Sull’altro fronte, è emersa la consapevolezza che la Ricerca e l’Università necessitano di maggiore risorse e di semplificazione della burocrazia. E si è ragionato sull’importanza della internazionalizzazione degli atenei e sulla necessità di potenziare il reclutamento dei docenti.

Sull’obbligo scolastico da 3 a 18 anni (attualmente è normato dai 6 ai 16) “una riflessione si aprirà, ma” le priorità sono due: “dispersione scolastica” e “asili nido”. A metterlo in chiaro la ministra della Scuola, Lucia Azzolina, lasciando il tavolo a Palazzo Chigi. “Abbiamo dei dati di dispersione scolastica, in particolare al Sud d’italia, devastanti – rimarca Azzolina – perché il 30% degli studenti lo perdiamo, non arrivano nemmeno a completare l’obbligo dei 16 anni, quindi per me questa è la priorità assoluta. Poi c’è un altro segmento, da 0 a 3 anni, che va valorizzato, perché abbiamo bisogno di asili nido, le mamme hanno diritto non di lasciare il lavoro per accudire i propri figli ma di avere asili nido in cui portare i figli. In legge di bilancio i primi passi sono stati fatti. Sono queste le priorità – rimarca dunque il ministro – sul resto apriremo le riflessioni del caso”.

“Sono molto soddisfatta, era il primo tavolo su scuola, università e ricerca, a dimostrazione di quanto il governo tenga a questi temi. I punti programmatici che vanno valorizzati immediatamente sono gli insegnanti di sostegno”, ma anche il tema degli “istituti tecnici superiori” e la “programmazione”, ovvero “concorsi in regola”, ha detto poi Azzolina, al termine del tavolo a Palazzo Chigi. “I nostri studenti disabili hanno una priorità assoluta e hanno diritto ad avere insegnanti specializzati e assunti”, rimarca. Che sottolinea anche l’importanza della “valorizzazione degli istituti tecnici e professionali: non sono scuole di serie B e non devono essere percepite così dal Paese; così come la valorizzazione degli istituti tecnici superiori, gli Its, scuole in cui il 90% di chi le frequenta trova lavoro. E poi la programmazione – dice ancora il ministro – al Miur è stata una parola spesso sconosciuta: i concorsi vanno fatti regolarmente per evitare di trovarci a inizio settembre puntualmente con decine di migliaia di precari”. Al tavolo c’è stato “un clima sereno e operativo, sono soddisfatta perché ho visto una maggioranza volare alto sui temi della scuola”.

“Al tavolo su agenda governo 2020/2023 abbiamo portato le priorità del Pd. Sulla scuola: estensione obbligo 3-18 anni, gratuità dei libri di testo e tempo pieno. Investiamo sui talenti di ognuno, sul diritto allo studio universale per far crescere il Paese”, scrive la viceministra Anna Ascani su Twitter.