Busta paga più ricca da Luglio

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L’AQUILA – Buste paga, da luglio si cambia. Lo riporta l’agenzia Adnkronos. “Alcuni lavoratori troveranno un centinaio di euro in più” dice all’Adnkronos la commercialista Rossella Moroni in riferimento agli effetti del taglio del cuneo fiscale. “La cifra dipende, ovviamente, dal proprio reddito. In pratica andrà a sostituire il bonus Renzi di cui allarga, però, la platea. Nel testo del decreto attuativo il 3/2020 del Mef e del Ministero del Lavoro, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, troviamo gli importi esatti e i limiti di reddito. “In generale si può dire che riguarda le buste paga dei lavoratori entro i 40mila euro. Per chi ha un reddito da 8mila e un euro (prima c’è la no tax area, ndr.) fino a 28mila euro l’importo sarà di 100 euro“. Si cambia da luglio, quindi, fino al 31 dicembre 2020 il bonus complessivo per i redditi fino a 28mila euro sarà di 600 euro, mentre a partire dal 2021 il bonus passerà a 1.200 euro per ogni anno.

“Per i lavoratori fino a 24600 euro di reddito, invece, si parla di un aumento di 20 euro in busta paga perché già ne prendevano 80 per il bonus Renzi. Da 24601 a 26600 il bonus Renzi era più basso e, quindi, per loro l’aumento sarà un po’ più alto perché percepivano meno di 80 euro”. La vera differenza sarà per chi guadagna tra i “26mila e seicento euro a 28mila euro che erano esclusi dal bonus Renzi” e “con la nuova normativa avranno i 100 euro pieni“. “Tra i 28mila e un euro e 35mila l’importo del bonus annuale sarà di 960 euro, mentre per quelli da 35mila e un euro fino a 40mila euro ci sarà un nuovo meccanismo a scalare con importo decrescente del bonus all’aumentare del reddito”. In pratica hanno ampliato il numero di soggetti che ne hanno diritto.

Ultima novità. Dai 28mila a 40mila euro il bonus non sarà riconosciuto come credito Irpef in busta paga ma nella forma di detrazione fiscale.

Tra le riforme ancora in discussione c’è “l’idea di rinforzare la busta paga”, “accorpando un po’ le aliquote Irpef e gli scaglioni”. “Si cercherà di aiutare le fasce di reddito più deboli. A oggi l’aliquota è del 23% fino a 15mila euro e del 27% fino a 28mila euro – conclude -, mentre in prospettiva dovrebbe diventare più bassa al 20% fino a 28mila euro. La no tax area che a oggi è fino a 8mila euro, potrebbe salire invece a 10mila euro”.