Coronavirus, Biondi: “Riorganizzazione del Comune e sanificazioni per fronteggiare l’emergenza”

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La riorganizzazione dell’attività comunale, la sanificazione degli uffici e degli autobus, l’acquisto e la messa a disposizione delle scuole di prodotti igienizzanti e detergenti, la creazione di un gruppo di lavoro che seguirà costantemente l’evoluzione del problema allo scopo di prendere le decisioni più opportune e possibili.

Questo il quadro tracciato ieri dal sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, nel corso della sua audizione davanti alla terza Commissione del Consiglio comunale (Politiche sociali, culturali e formative). Un’audizione chiesta dallo stesso primo cittadino allo scopo proprio di illustrare le azioni svolte in ambito comunale e di motivare le decisioni prese nell’ambito dell’emergenza per la diffusione del coronavirus Covid-19. Nel corso dei lavori sono intervenuti anche il direttore del dipartimento di Prevenzione, Domenico Pompei, e il direttore del servizio Igiene, Epidemiologia e Sanità pubblica, Enrico Giansante.

“Ritengo sia innanzitutto importante ringraziare l’apparato sanitario dell’ospedale dell’Aquila e quello dell’intera Asl provinciale per il lavoro faticoso e per i sacrifici che sta profondendo allo scopo di assicurare la migliore assistenza possibile – ha affermato Biondi – oggi in città esiste un unico caso di positività al coronavirus, tenuto sotto stretta sorveglianza unitamente alle persone che hanno avuto dei contatti frequenti. A questo va aggiunto che l’ospedale San Salvatore dispone di personale altamente qualificato e professionale sia medico che paramedico”.

“Mi sento quotidianamente, anche più di una volta al giorno, con il direttore generale dell’Asl, Roberto Testa, e con i responsabili delle unità di Malattie infettive e del servizio Igiene, Epidemiologia e Sanità Pubblica, i dottori Grimaldi e Giansante – ha proseguito il sindaco Biondi – Questi frequenti contatti sono stati e sono molto utili per poter calibrare eventuali azioni, quelle che l’amministrazione comunale può mettere in campo”.

Biondi ha dunque ripercorso tali azioni, ribadendo quanto già asserito nei giorni scorsi. “Abbiamo tenuto delle riunioni specifiche sull’argomento con i dirigenti, il medico del lavoro del Comune e il responsabile della sicurezza dell’Ente – ha osservato – e, studiando i pronunciamenti dello Stato centrale, le disposizioni del ministero della Pubblica amministrazione e l’ordinanza del Presidente della Regione Abruzzo, abbiamo assunto decisioni in linea con quelle provenienti dalla filiera di comando”.

“È stato riorganizzato il sistema di ricevimento del pubblico fino al 5 marzo, attraverso una mia disposizione cui hanno fatto seguito i provvedimenti di gestione dei dirigenti – ha detto ancora Biondi – potenziando la ricezione delle istanze e le richieste di informazioni attraverso la posta elettronica o il telefono, oppure garantendo l’accesso con modalità tali da evitare assembramenti o sovraffollamenti. Dei provvedimenti in questione e delle modalità di espletamento dei servizi comunali è stata data ampia diffusione attraverso la stampa e il sito istituzionale del Comune. A ciò si aggiungono gli acquisti di prodotti igienizzanti e detergenti per le scuole, consegnati in tempi brevissimi alle direzioni (cui ogni singolo plesso scolastico dovrà fare riferimento) e che saranno successivamente implementati, la sanificazione degli ambienti comunali, della residenza per anziani ex Onpi, degli autobus e del terminal di Collemaggio. Ribadisco che gli uffici comunali non sono mai stati chiusi, i dipendenti sono stati e sono regolarmente a lavoro e a loro abbiamo chiesto, come prevedono le disposizioni nazionali e regionali, se siano mai stati nelle zone rosse, quelle dove il contagio è maggiore e individuate da decreti e ordinanze, nelle ultime due settimane. Non ci sono state comunicazioni in questo senso”.

Il sindaco Biondi ha inoltre puntato l’accento sulle azioni della cabina di regia dell’emergenza. “Una filiera – ha precisato – che parte dal Governo, passando per il Capo dipartimento della Protezione civile nazionale, e che assume le decisioni principali, in accordo con le Regioni, e che infine arriva agli enti locali. La stessa Anci nazionale ha raccomandato di attenersi alle prescrizioni del coordinamento nazionale. Per questa ragione il Comune dell’Aquila non ha disposto la chiusura delle scuole”.

“Ecco perché – ha detto ancora Biondi – abbiamo affrontato il problema con il criterio della precauzione, anticipando persino le direttive del ministero della Pubblica amministrazione in fatto di gestione dei servizi comunali, e pondereremo le future decisioni sulla scorta del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di oggi e sui connessi provvedimenti nazionali e regionali. Allo scopo, è stato costituito un gruppo di lavoro che si occuperà proprio delle problematiche connesse alla situazione che stiamo vivendo. È molto importante comunque attenersi al famoso decalogo emesso dall’Istituto Superiore della Sanità in tema di comportamenti individuali da tenere. Ricordiamoci di non andare al Pronto Soccorso se si avvertono i sintomi riconducibili al coronavirus ma di contattare il medico di base o il pediatra nel caso dei bambini che fornirà le indicazioni del caso”.

Il dottor Giansante ha successivamente confermato che, con i dati aggiornati a oggi, nell’Asl della provincia dell’Aquila c’è un solo soggetto positivo ai test per il coronavirus Covid-19 (la donna proveniente dal nord Italia “le cui condizioni – ha precisato Giansante – sono ottime”), mentre gli altri effettuati hanno dato tutti esito negativo. Ha inoltre osservato che è stata grazie alla tempestività degli interventi della struttura sanitaria aquilana che è stato possibile rintracciare le persone che sono state in contatto con il soggetto positivo al test e applicare le misure dovute per prevenire potenziali contagi.

Il dottor Pompei, dal canto suo, ha rappresentato come la macchina dell’Asl si sia mossa in modo solidale, specificando anche che verrà realizzato un triage esterno al reparto di malattie infettive dell’ospedale attraverso la chiusura di un portico, dove confluiranno le persone che dovranno eventualmente sottoporsi ai test con i tamponi, evitando in questo modo qualsiasi forma di contatto con le strutture ospedaliere interne.